Nella provincia di Pesaro Urbino la “festa del Nino” si fa grande

Giunti all’ ottava edizione la Festa del Nino riparte dal successo delle passate edizioni tanto che si preannuncia un numero di visitatori superiore al 30% rispetto alla passata edizione. Ma cos’è la festa del Nino? Il Nino da queste parti significa maiale; è facile capire, quindi, che la festa la fanno gli altri e non il Nino che, per l’occasione, viene proporsto in tutte le salse nel vero senzo della parola. Chiamati a preparare i piatti a base di carne di suino nostrano sono i ristoratori dei ristoranti della provincia di Pesaro Urbino come il ristorante Maria di Cavallara di Mondavio ed altri nuovi ristoranti. “Filiera Io Nino” è la novità dell’edizione 2010: un’alleanza tra agricoltori e macellai che mette in risalto la qualità della filiera stessa e l’attenzione riservata a questi animali. Sabato 16, dalla mattina si terranno diverse degustazioni a numero chiuso (30 partecipanti) dalla durata di circa 2 ore.

Questo il programma:

Ore 10 – Degustazione di vini (Cantina Terracruda); ore 15 – Degustazione di formaggi (Museo delle Terre Marchigiane); ore 17:30 – Degustazione di salumi (Allevatore della Filiera Io Nino)

Alle 20.30 ci si sposterà al PalaNino perIL NINO D’ITALIA: cena con dibattito/incontro tra le cucine/culture di Piemonte, Marche e Calabria. Posti limitati.

Negli altri punti di ristoro menù a prezzo fisso con grigliata di maiale e altre specialità accompagnate da vini locali. E per chi vorrà, Il NINO DA STRADA, cibi caldi da consumare intorno al fuoco: braciere rovente di salsicce e goletta, dolci fritti (castagnoli e frittelle), vin brulè, castagne arrosto. La serata s’accenderà con ilconcerto alle ore 22.30del gruppo OLOFERNE

Come ormai tradizione la domenica è la giornata clou per La Festa del Nino.

Alle ore 9 si partirà con il Trekking di Sant’Antonio. A seguire distribuzione del pane benedetto e “Colazione d’gli omini”. Per i vicoli del borgo aprirà la mostra mercato “I prodotti consigliati dal Nino”. Alle ore 11 si terrà la S.Messa per la celebrazione della festività di Sant’Antonio Abate, quindi la processione per le vie del paese con la statua del Santo e a conclusione benedizione degli animali.

Per pranzo IL NINO E’ SERVITO. Norcini al lavoro: la preparazione della pista

Apertura dei punti di ristorazione, nelle tensostrutture riscaldate, con specialità a base di carne di maiale: polenta al ragù di maiale, fagioli con le cotiche, padellaccia e fegatelli, braciole e costarelle, bistecche e salsicce, spiedini di cinta senese.

Da gustarsi anche IL NINO DA STRADA. Girarrosto con spiedo di cinta senese.

Alle ore 15 verrà presentato il libro “Maiali nella nebbia”, con intervista all’autore a cura di Tommaso Lucchetti. Piergiorgio Angelini curerà il concorso “La coppa delle Marche” con premiazione e degustazione. A seguire si terrà la conferenza “Vecchie e Nuove credenze” a cura di Arnaldo Bibo Cecchini. A chiusura della giornataaccensionedel fuoco di Sant’Antonio.

L’atmosfera si scalderà con l’animazione-spettacolo itinerante de IL CANTASTORIE E IL VENDITORE DI ALMANACCHI. Non mancherà un laboratorio per bambini di danze e canti popolari.

I nuovi ristoranti, le novità dal mondo gourmet

In Italia, da anni, si è scritto un’intera biblioteca di recensioni, commenti, voti, stelle e forchette circa i ristoranti più blasonati in circolazione. Più o meno copie l’uno dell’altro, sempre più nell’occhio del ciclone per svarioni e gaffe, le guide ai ristoranti non hanno più il coraggio di sbilanciarsi o di dare visibilità alle nuove realtà gastronomiche. L’appena nato blog http://nuoviristoranti.wordpress.com nasce con il preciso fine di poter accogliere le nuove segnalazioni dagli angoli nascosti della penisola italiana. Tra pochi giorni verranno inserite le prime segnalazioni.

Natale a Milano – la crisi sembra non esserci

Milano anche quest’anno dimostra essere la capitale d’Europa dello shopping. Dopo più di un anno a parlare di crisi e calo degli acquisti, i salvadanai finalmente hanno fatto brutta fine a vantaggio di uno shopping che sembra – bisogna dirlo – più compulsivo-nevrotico che movimentato dalla disponibilità economica. Fatto è che i negozi sono pieni di acquirenti di qualsiasi tasca; e non parlo di via Della Spiga, via Montenapoleone e piazza San Babila ma ti tutte le strade e stradine che compongono la ragnatela del centro. L’esperimento ben riuscito è stato organizzato con la complicità di un nostro collega (di cui non faremo il nome) che, facendosi guidare dalla compagna all’oscuro di tutto, ci ha permesso di monitorare il comportamento-tipo di una coppia di 40 anni, ceto sociale medio, cultura medio-alta.
Appostati tra via Filippo Corridoni e via Respighi, facciamo a tempo a pranzare in uno dei ristoranti più rappresentativi del quartiere che subito siamo costretti ad un inseguimento da 007.

Ristorante A’ Riccione

Il ristorante A’ Riccione nasce a Milano nel lontano 1926 nella stessa via in cui si trova ancora oggi, in Via Taramelli 70. Conosciuta con il nome di “Vecchia Riccione”, gestita della famiglia Metalli di origine romagnola per l’appunto, era frequentata principalmente dai camionisti del vicino scalo Farini e la cucina della signora Lucia, solo “di terra” a base principalmente di lasagne e tortellini, era il vero punto di forza. Nel menu poco pesce, solo quel tanto che gli stessi camionisti portavano in regalo dal Mare Adriatico ai tre fratelli Metalli ed ai loro amici. All’epoca il pesce non faceva parte delle abitudini alimentari dei milanesi ma, si sa, le cose buone attirano sempre e le richieste di pesce aumentarono a dismisura. La “Vecchia Riccione” si trasformò in modo naturale e si adeguò alla cucina di tutto pesce. Era il 19 marzo 1955 ed era nato, ad opera dei fratelli Tonino, Giuliano e Gino “a’ Riccione”, il primo ristorante di pesce a Milano !

Fu subito un grande successo di pubblico e di piatti, a partire dallo storico fritto chiamato “nuvola” per la sua leggerezza, passando dalla sogliola marinata, il branzino spinato fino alla prima paella fatta in Italia, addirittura da un cuoco spagnolo. Di ogni piatto comunque un solo protagonista: il PESCE, mai toccato o soffocato da salse inutili. Piatti di pesce che hanno conquistato una platea di pubblico eccezionale: Federico Fellini e Giulietta Masina, Charlie Chaplin che al “a’ Riccione” festeggiò il suo 70° compleanno, Ornella Vanoni, Milva, Tino Scotti, Ugo Tognazzi, Adriano Celentano, Paolo Conte, il tenore Carreras. Addirittura Francis Ford Coppola e Kirk Douglas sono stati più volte al “a’ Riccione”. Di casa erano anche i noti giornalisti Piero Ostellino e Gaetano Afeltra, Guglielmo Zucconi, Umberto Simonetta, Terzoli e Vaime, Nereo Rocco, Enrico Baj, Ottavio Missoni, Indro Montanelli e Giorgio Bocca. Gianni Brera fondò nel 1956 addirittura il suo “Club del Giovedì” al tavolo n°14. Ancora oggi, appeso alle pareti, esiste un quadro che rappresenta i personaggi del tempo e la storia del ristorante, fatta anche di grandi successi internazionali (vedi la nascita nel 1991 del “a’ Riccione” a Kamakura in Giappone).

Proprio mentre la notorietà diventa sempre maggiore con l’apertura di un ristorante gemello oltre che in Giappone anche negli Stati Uniti, la corsa del “a’ Riccione” viene interrotta dal “destino”. In quel periodo così fulgido, venendo a mancare Tonino, uno dei tre fratelli fondatori divenuti ormai fenomeni della ristorazione milanese e punto di forza della famiglia e del ristorante stesso (aveva acquistato nel frattempo anche il ristorante GIANNINO e fondato il CLUB 44).

 

Iniziò così, un lento e inarrestabile declino di quel veliero che fino ad allora aveva dato lustro alla ristorazione milanese e a nulla valsero gli sforzi di Giuliano, unico rimasto sul ponte di comando, fino a quando le forze non lo costrinsero a passare la mano, nel 1999, dopo ben 44 anni di attività.

 

Da qualche anno, il timone è passato nelle mani dei fratelli Dante e Giuseppe Di Paolo, che hanno riportato il rinomato locale ai passati splendori, tanto da meritarsi, da parte del Comune di Milano e della Camera di Commercio, l’insegna di bottega storica.

 

Nel 2008, con la genialità, l’amore, la costanza e l’entusiasmo tipico delle “genti d’Abruzzo”, Dante e Giuseppe hanno dato vita ad una nuova realtà con l’apertura di un locale in via Procaccini al numero civico 28, al quale viene dato il nome “A’ Riccione Bistrot”, dove la tradizione della cucina marinara d’eccellenza prosegue per soddisfare i palati più esigenti.

Osteria Palazzo Barberini – Senigallia

Un plauso al coraggio di Marco e Silvia che, nel pieno della crisi economica, hanno avuto il coraggio (a ragione) di far nascere un’osteria moderna nel pieno centro di Senigallia. Un’osteria non facile da descrivere perchè, nonostante la sobrietà degli elementi tipici da osteria, sarà per il buon gusto, sarà per l’architettura essenziale ma elegante, più che osteria sembra un ristorante dal profilo zen. Legno, molto legno lasciato al naturale, luci non convenzionali, enoteca retro illuminata e una cucina biologica e creativa che fa da sfondo ad un ottimo lavoro fatto dai due patron del locale. Ottima scelta delle carni e vino locale ben abbinato.
Tra i Ristoranti di senigallia, questo è assolutamente una chicca da non perdere.

Trattoria Marcellini Fabriano

La trattoria Marcellini è un piacevolissimo ristorante di Fabriano  specializzato in piatti di pesceIn questo locale è possibile degustare  antipasti freddi (insalata di mare, insalata di polipo, razza con peperoni, alici marinate, salmone alla catalana), antipasti caldi (bianchetti fritti, cozze e vongole, lumachine),  chitarrine allo scoglio e risotto ai frutti di mare rosso, grigliata mista dell’adriatico e ad un assaggio di frittura di paranza. Pesce come materia prima predominante, quindi, ma non solo; anche perchè, rinunciare ai prodotti dell’entroterra marchigiano, sarebbe una vile offesa al territorio; così Andrea e Barbara, tutti i giorni, ricavano uno spazio più che dignitoso agli straordinari prodotti di questa regione: carne marchigiana, coniglio in porchetta, tartufo nero e bianco, pasta fatta in casa e tante altre leccornie da acquolina in bocca. Per chi si trovasse a Fabriano per l’ora dell’aperitivo, infine, sappiate che da qualche mese questi signori hanno deciso di deliziare il palato dei loro clienti con un happy hours di pesce davvero interessante: un modo di fare l’aperitivo con prodotti genuini della loro cucina.

Ristorante Da Chi Ragas – Fano

P17-01-09_12.11Tre giovani ragazzi uniti per offrire alla città di Fano un modo di fare ristorazione fresco e veloce. Da Chi Ragas è un ristorante pizzeria dedicato ai giovani e alle famiglie in cerca di una cucina facile e genuina in cui servizio, cordialità e freschezza delle materie prime non si annullano. Quello che più copisce di questo ristorante, è l’organizzazione perfetta, la serietà e la pulizia. La sala, con i suoi 110 coperti circa all’interno e ulteriori 40 all’esterno per l’estate, è ben disposta con tavoli opportunamente separati da un giusto spazio; appena entrati si ricevono sensazioni molto positive: cucina a vista, banco bar che prende quasi tutta la larghezza fino ad arrivare al forno di Cristian Serfilippi, socio e artefice delle gustosissime pizze cotte obbligatoriamente a legna. Il privilegio della posizione, infine, non può essere tralasciato: il ristorante DA CHI RAGAS, infatti, si trova nella stupenda via Cairoli, strada che termina in una passeggiata sul mare mozzafiato in una zona che, d’estate, diventa mèta di tutta la movida fanese. Raggiungere questo locale è semplicissimo grazie al rapido accesso dalla statale adriatica che prosegue per Pesaro. Fano, del resto, come città di mare è tra le poche in Italia ad essere facilmente percorribile con qualsiasi mezzo: questo a vantaggio di tutti coloro che arrivano per lavoro o per vacanza.

Acquasale, il ristorante più bello della Puglia – Ostuni (BR)

Ristorante_acquasale_Ostuni_2Quando il buon gusto della gente si amalgama con le bellezze della natura, possiamo dire di aver rispettato il concetto di “bellezza”. I titolari del ristorante Acqusale di Ostuni sembra che abbiano tenuto conto di questo dogma, costruendo non più di 3 anni fa, un’incantevole ristorante ai piedi della Città Bianca Ostuni, già benedetta dalla natura per la sua posizione e per il clima. Quella dei titolari di questo ristorante è stata una vera opera d’arte concepita al limite dello sfarzo senza mai risultare opulento. Foto e recensione: Clicca qui.

Ristorante Da Gigione ad Ostuni – qualità, simpatia e convenzioni per rappresentanti

ristorante_Da_Gigione_fave_e_peperoniIn Puglia, anche volendo, è davvero difficile mangiar male per merito di una terra che regala materie prime straordinarie e per merito delle genti che hanno a cuore ciò che noi chiamiamo ristorazione e loro chiamano accoglienza. Il ristorante Gigione è l’esasperato esempio di come si possa gustare una cucina di altissima qualità, pur rimanendo attaccati stretti al grembo di madre Puglia. Ma questa regione bellissima ha nella sua culla una perla di ineffabile bellezza: Ostuni. Ostuni, la città bianca per antonomasia, è uno dei luoghi più incantevoli del mondo, per questo motivo suggeriamo a tutti gli avventori, turisti, rappresentanti e imprenditori in viaggio, di fermarsi e fare tappa qui.  http://www.oraviaggiando.it/Ostuni-Ristorante-Da-Gigione-Ristorante-carne-Brindisi-S39098.html non foss’altro troverete una delle convenzioni (fate presto, è a numero chiuso) più incredibili del mondo: -30% a chi prenota con oraviaggiando.it